Il cliente
Un brand con oltre un secolo di storia e un'identità fortissima, posizionato nel segmento premium con distribuzione prevalentemente italiana. Un prodotto di altissima qualità — e un e-commerce che stava performando bene, ma lontano dal suo pieno potenziale.
La sfida
Il brand aveva già campagne Meta Ads attive e un buon traffico organico. Il problema non era la mancanza di risultati — era la mancanza di visibilità su dove stava lasciando soldi sul tavolo.
Ci hanno chiesto di fare un'analisi completa di e-commerce e advertising per rispondere a tre domande:
- Dove si rompe il funnel e quanto costa ogni drop-off?
- Le campagne stanno scalando nel modo giusto?
- Quali canali non ancora attivati hanno il maggiore potenziale?
Il nostro approccio
Abbiamo analizzato 12 mesi di dati Shopify e Meta Ads Manager, incrociando traffico, conversioni, performance per campagna, fonti di revenue e comportamento dei prodotti.
Analisi del funnel e-commerce
Il dato più rilevante emerso subito: il 76,7% degli utenti che iniziano il checkout non lo completa. Il conversion rate complessivo si attestava a circa 1/5 del benchmark di settore — un gap enorme che, solo su questo step, rappresentava un'opportunità concreta già nel breve periodo.
Abbiamo anche identificato che oltre il 40% del revenue arrivava da traffico diretto o non attribuito — segnale che la brand awareness era forte, ma la capacità di misurare e attribuire correttamente era ancora da costruire.
Analisi Meta Ads
Le campagne Meta avevano una struttura efficace, ma con squilibri importanti:
- La campagna Advantage+ Shopping era il vero motore dell'account: con poco più della metà del budget, generava quasi il 70% di tutti gli acquisti, con un ROAS di 9,15x e un CTR del 2,81% — ben sopra il benchmark di settore (1,5-2%)
- La campagna dei Saldi Estivi aveva il ROAS più alto dell'intero account (10,29x), con un CTR del 3,19%: l'audience Broad + LAL funziona molto bene con offerte stagionali
- Il ROAS medio dell'account si attestava a 6,85x — un risultato eccellente considerando il mix di campagne attive
- Il Black Friday aveva invece performato sotto le attese — un CPA oltre 4× la media e un ROAS di 1,79x — rivelando che la strategia "sconto diretto" non è allineata al posizionamento premium del brand
- Il retargeting evergreen chiudeva a 3,27x di ROAS, ma con una frequenza di 40x: l'audience era esaurita e il messaggio si stava consumando
Audit sito e opportunità canali
Abbiamo mappato 6 aree di intervento prioritarie, valutando impatto e sforzo per ciascuna. Le più critiche:
- Email marketing quasi assente: il canale generava meno dell'1% del revenue totale, contro un potenziale benchmark di settore del 15-25%
- Google Ads non attivato: nonostante Google organico fosse la seconda fonte di revenue (28% del totale), non c'era nessuna campagna a pagamento a presidiare questa domanda già attiva
- Social proof insufficiente: poche recensioni online per un brand di questo calibro — un freno silenzioso alla conversione del primo acquisto
- Policy di reso sotto standard: tempi e condizioni sotto la media del settore per l'e-commerce premium — una frizione evitabile, soprattutto sul primo acquisto
I risultati dell'analisi
Il report ha prodotto una roadmap a 6 priorità con impatti stimati e tempi di realizzazione:
| Priorità | Leva | Impatto stimato |
|---|---|---|
| 1 | CRO (checkout, pagine prodotto, gifting) | +~60% conversion rate potenziale vs benchmark |
| 2 | Email marketing (flows automatici) | Dal <1% al 15-25% del revenue da email |
| 3 | Google Ads (Search + Shopping) | ROAS atteso >10x su branded search |
| 4 | SEO + content marketing | +30-50% traffico organico in 6-12 mesi |
| 5 | Scaling Meta Ads (Advantage+) | Budget attuale: metà di quello ottimale |
| 6 | Social proof e review strategy | +15-25% conversion rate sulle pagine prodotto |
Cosa abbiamo imparato
I brand con un heritage fortissimo e una domanda organica solida spesso non hanno bisogno di "più traffico" — hanno bisogno di convertire meglio quello che già hanno.
In questo caso, il funnel perdeva oltre il 75% degli utenti nel passaggio più caldo (checkout → acquisto) e il canale email era praticamente fermo. Due interventi relativamente rapidi e a basso costo — ottimizzazione checkout e attivazione email flows — potevano da soli generare un impatto misurabile entro 30-60 giorni, senza aumentare il budget pubblicitario.
L'altro insight chiave: un ROAS alto non significa necessariamente che si stia scalando nel modo giusto. Qui significava il contrario — c'era ancora molto spazio prima del punto di rendimento decrescente, e il budget investito era sottodimensionato rispetto ai risultati ottenibili.